VITA SU VENERE? FORSE, MA PUZZA DI BRUTTO

Il pianeta Venere non finisce mai di stupirci ed è da secoli al centro dell'attenzione di scienziati e studiosi per la sua somiglianza in termini di massa al pianeta Terra. Inoltre potrebbe non essere un caso il fatto che gli sia stato dato dagli antichi il nome dalla dea romana dell’amore e della bellezza. La sua atmosfera è molto più densa di quella terrestre, costituita al 96,5% da anidride carbonica e al 3,5% da azoto. Densità e composizione dell’atmosfera creano un agghiacciante effetto serra che rende Venere il pianeta più caldo del sistema solare, ( oltre 460° sulla superficie).

Il pianeta Venere si presenta avvolto da uno spesso strato di nubi, composte principalmente da acido solforico ma nella parte che va dai 40 ai 60 km di quota, le condizioni atmosferiche si attestano su valori molti simili a quelli terrestri, nonostante la forte presenza di queste nubi tossiche.

Ed è proprio in questa fascia che gli scienziati del MIT (Massachusetts Institute of Technology), in collaborazione con l’università di Cardiff hanno notato la presenza di una fondamentale molecola: la fosfina. La fosfina è un'importante marcatore di bioattività; un gas incolore e che puzza di brutto; per giunta estremanente tossico per la maggior parte delle forme di vita. Così tossico che è stata addirittura usata come arma chimica nella prima guerra mondiale e usata a tutt'oggi come pesticida in aziende agricole o come prodotto di scarto di attività industriali.
 
La molecola può anche essere prodotta artificialmente ma in questo caso viene obbligatoriamente associata ad attività biologiche e quindi potrebbe essere un importante rilevatore della presenza di forme di vita sul pianeta.
 
Trovare presenza di fosfina su Venere fa infatti scaturire molte domande! Non si può avere ovviamente una prova concreta e quindi la certezza matematica che questo composto sia prodotto esclusivamente da attività di tipo biologico. La nostra scarsa conoscenza dello spazio infatti ci fa ipotizzare che potrebbero esistere sul pianeta Venere  fonti abiotiche a noi sconosciute in grado di rilasciare fosfina. La presenza di fosfina su Venere può essere precursore di due interessanti possibilità: forme di vita aliene che stanno abilmente legando atomi di fosforo e idrogeno, oppure una dinamica chimica completamente sconosciuta che sta producendo fosfina in assenza di vita.
I ricercatori però escludono che questo sia possibile secondo le nostre attuali conoscenze, e ipotizzano una massiccia presenza di batteri definiti estremofili, molto simili a quelli terrestri  nelll’atmosfera di Venere, in grado di produrre questa molecola. In pratica è molto difficile spiegare la presenza della molecola fosfina senza considerare la vita, quindi in nessun altro modo naturale. Su pianeti rocciosi come Venere e la Terra la fosfina può essere prodotta solo dalla vita; umana o microbica.
Inoltre, c’è da aggiungere che la quantità di fosfina in atmosfera, è estremamente elevata, e questo potrebbe essere spiegato esclusivamente dalla presenza di un habitat in cui forme di vita estremofile si sono adattate a vivere.
 

Ma allora c’è vita sul pianeta  Venere?

Per definizione, i batteri estremofili, sono microrganismi adattati a vivere in condizioni estreme.
Anche per questi microrganismi però, le condizioni ambientali dell’atmosfera di Venere risulterebbero proibitive, per questo si pensa che per sopravvivere all’elevata acidità, pressione e temperatura delle nubi di Venere, queste forme di vita microscopiche siano del tutto sconosciute all’uomo e quindi per definizione aliene.
Tutto ciò è ovviamente ancora da dimostrare, e solo il tempo e l’innovazione nel campo della ricerca spaziale, ci daranno le risposte giuste.
 
In conclusione, se dovesse essere verificata la presenza di queste piccole forme di vita, si potrà affermare che esiste effettivamente una forma di vita aliena, il primo batterio alieno.
È possibile che qualcosa di micidiale si stia diffondendo nelle nubi che avvolgono Venere: un gas maleodorante e infiammabile chiamato fosfina che annienta le forme di vita che necessitano dell’ossigeno per la propria sopravvivenza. Paradossalmente tuttavia, gli scienziati che hanno annunciato il rilevamento di questo gas nocivo nell’atmosfera venusiana affermano che potrebbe essere un potenziale e allettante segno di vita sul nostro vicino pianeta.
 

Ma perchè è così importante questa scoperta? 

 
In pratica nessuno avrebbe mai ipotizzato di trovare la fosfina nell'atmosfera di Venere: semplicemente non dovrebbe esserci! Si tratta di una sostanza complessa da produrre e la composizione chimica delle nubi di Venere dovrebbe in teoria distruggere la molecola prima che riesca ad accumularsi nelle quantità osservate. Esiste anche un'altra ipotesi ovvero che l’impronta di fosfina descritta nello studio potrebbe essere un falso segnale causato dai telescopi o dall’inesatta elaborazione dei dati per sconguirare l'ipotesi che si tratti di un errore procedurale”.
Ma se la fosfina fosse effettivamente presente nel manto nuvoloso di Venere, la sua presenza sarebbe indicativa di due interessanti possibilità: forme di vita aliene che stanno abilmente legando atomi di fosforo e idrogeno, o una dinamica chimica completamente sconosciuta che sta producendo fosfina in assenza di vita. Sulla Terra, la fosfina è prodotta da organismi che si nutrono del fosforo nelle roccementre su Venere mangiano quello presenti nelle nubi, che sono diverse dalle nostre. Infatti la scoperta non è stata fatta sulla superfice del pianeta ma tra i 53 e i 62 chilometri di quota. Qualunque sia l’extraterrestre che produce fosfina, è in grado di sopravvivere alle frequenti piogge di acido solforico. Sju una cosa siamo certi: non dobbiamo aspettarci un ET o un umanoide: su Venere le condizioni sono troppo inospitali, le altissime temperature, la pressione di 100 atmosfere e l’acido dovrebbero escludere forme di vita intelligenti. 
Venere ci affascina e ci induce a rivedere tutte le nostre teorie sulla vita. Infatti, nonostante l’acidità, le nubi contengono gli ingredienti fondamentali della vita per come la conosciamo: luce del sole, acqua e molecole organiche. E, il fatto sconcertante è che vicino allo strato centrale delle nubi i valori di temperatura e pressione sono piuttosto simili a quelli della Terra.  Diciamo una sorta di "clima da maniche corte’.
 

Ma come sarebbe la vita su venere? 

Le osservazioni del pianeta hanno rivelato che parti della sua atmosfera assorbono più luce ultravioletta del previsto, un’anomalia che gli scienziati hanno ipotizzato derivi dall’attività di microbi aerei. La presenza di composti contenenti zolfo rende il fenomeno più probabile, e alcuni scienziati hanno quindi elaborato la possibilità di “venusiani aerei”, immaginando scenari in cui i microbi metabolizzano composti a base di zolfo, “galleggiano” tra le nubi perenni e addirittura sviluppano cicli di vita resi possibili da periodi di dormienza a varie altitudini.
Ma tutto ciò che abbiamo imparato studiando gli organismi viventi della Terra ci dice che la vita si annida in ogni fessura e anfratto disponibile. Sulla Terra esistono microbi che prosperano in ambienti ostili e corrosivi quali le sorgenti termali e i campi vulcanici. Sappiamo anche che i microbi regolarmente “si fanno dare un passaggio” dalle particelle delle nuvole, e gli scienziati hanno trovato organismi in volo a quasi 10 km sopra ai Caraibi. Le nuvole sono passeggere sulla Terra, quindi è improbabile che riescano a supportare ecosistemi permanenti, ma su Venere si prevede che la nuvolosità sia stabile e continuerà  per milioni o forse addirittura miliardi di anni; la coltre di nubi è permanente, le nuvole sono continue, spesse e avvolgono l’intero globo.
 
Venere oggi è un pianeta rovente ma le sue osservazioni suggeriscono che un tempo abbia avuto un oceano di acqua liquida. Per la maggior parte della sua storia, Venere potrebbe essere stato abitabile come la Terra, fino a che, in un qualche momento nell’ultimo miliardo di anni, un aumento massiccio dei gas a effetto serra ha trasformato il pianeta da un’oasi a una trappola mortale. Forse, mentre la superficie bruciacchiata diventava meno ospitale, le forme di vita sono migrate nelle nubi per evitare l’estinzione.
 
La scoperta della fosfina ci mostrerebbe uno scenario particolare; si tratta infatti di un segnale che dimostra la presenza di vita, pur essendo, paradossalmente, letale per qualsiasi organismo terrestre necessiti di ossigeno per sopravvivere.
Ma Venere non è l'unico caso riscontrato; se prendiamo ad esempio i giganti gassosi del sistema solare esterno, la fosfina viene prodotta nelle profondità interne di Giove e Saturno. Vicino ai nuclei di questi giganteschi pianeti, i valori di temperatura e pressione sono sufficientemente estremi da creare la molecola, che poi sale attraverso l’atmosfera. Oppure potrebbe essere generata dai fulmini. Abbiamo quindi dei casi in cui la molecola si riproduce in assenza di vita. Ma sui pianeti rocciosi, dove le condizioni sono molto meno estreme, non ci sono modi conosciuti in cui la fosfina possa crearsi in assenza di vita, perché richiederebbe semplicemente troppa energia. In altre parole, se l’osservazione della fosfina su Venere è corretta, c’è qualcosa che immette continuamente la molecola nell’atmosfera del pianeta.
Nel loro studio, gli scienziati mostrano che l’anidride solforosa, a livelli plausibili per Venere, è anche più coerente con ciò che gli astronomi sanno dell’atmosfera del pianeta e del suo ambiente chimico proibitivo, che comprende nubi di acido solforico.
 
 

Potrebbe essere l'anidride solforosa la causa del segnale fosfina?  

Il segnale su cui si è basato il team scentifico avrebbe avuto origine nello strato superiore di nubi del pianeta dove le molecole di fosfina sarebbero andate distrutte in pochi secondi. Il team guidato dal Regno Unito ha scoperto una caratteristica nelle emissioni radio da Venere a 266.94 GHz. Sia la fosfina che l’anidride solforosa assorbono le onde radio vicino a quella frequenza. Per riuscire a distinguere tra le due, nel 2019 lo stesso team ha compiuto osservazioni di follow-up utilizzando l’Atacama Large Millimeter / submillimeter Array, Alma. La loro analisi delle osservazioni di Alma a frequenze in cui solo l’anidride solforosa assorbe, ha portato il team a concludere che i livelli di anidride solforosa erano troppo bassi per giustificare il segnale a 266.94 GHz, che doveva quindi provenire dalla fosfina.
In questo nuovo studio del gruppo guidato dall’Università di Washington, i ricercatori hanno modellato le condizioni all’interno dell’atmosfera di Venere, utilizzandole come punto di partenza per interpretare le caratteristiche riscontrate. Il Team ha utilizzato un modello di trasferimento radiativo – basato su diversi decenni di dati di osservazioni di Venere, per simulare i segnali di fosfina e anidride solforosa.
Il nuovo studio fornisce un quadro completo che mostra come quantità tipiche di anidride solforosa nella mesosfera di Venere possono spiegare sia le rilevazioni del segnale, sia le deboli rilevazioni nei dati Jcmt e Alma, senza la necessità di chiamare in causa la fosfina». Fornisce quindi una spiegazione alternativa all’eventualità che qualcosa stia generando fosfina tra le nubi di Venere.
Vivere su Venere con la sua atmosfera tossica sarebbe proprio impossibile. Inoltre la sua pressione atmosferisca stritolerebbe le ossa e vaporizzerebbe qualsiasi cosa. 
 
In conclusione: il pianeta Venere è essenzialmente ancora un pianeta alieno che conserva un mondo di misteri ma ci sono  ancora molte cose che non conosciamo e che potrebbero sorprenderci del nostro pianeta gemello.