LA MORTE DELL'UNIVERSO

Big Cruch, morte dell'Universo                

Cari cadetti, avete mai pensato che  l'universo come noi oggi possiamo vederlo un giorno potrebbe non esistere più? Se osserviamo il cielo stellato in una notte buia  e senza inquinamento atmosferico possiamo notare anche a occhio nudo moltissime stelle e pianeti che ci appaiono come piccoli puntini luminosi e lontani. Se inquadrassimo poi un certo settore del cielo stellato e ci armassimo di tanta pazienza, potremmo arrivare a contare anche fino a 2500 stelle. Godere della vista di un simile cielo stellato è un’emozione unica e incredibile che già i nostri antenati avevano scoperto e ammirato.
Sebbene apparentemente immutabili nell’arco di molte vite umane, quelle stelle non brilleranno per l’eternità, prima o poi con il fluire del tempo si spegneranno una dopo l’altra trasformandosi probabilmente in supernove e lasciando per l’eternità il cielo inesorabilmente buio.
 

Ma è davvero questo il destino che subirà l'universo? Scopriamolo insieme. 

Secondo il nostro punto di vista, le conoscenze acquisite e le informazioni che abbiamo, sembrerebbe che viviamo attualmente in un’epoca cosmica soprannominata era stellifera. Questa epoca sarebbe iniziata quando il nostro universo aveva circa un milione di anni, e terminerà probabilmente quando compirà i 100 trilioni di anni. Durante questo periodo di tempo le galassie composte da un numero enorme di stelle, consumano l'idrogeno di cui sono composte e lo trasformano mediante il processo di fusione nucleare in elementi più pesanti. Le stelle non sono tutte uguali, alcune sono immense sfere di gas incandescente dal diametro di milioni di chilometri, altre sono piccole stelle ampie poche centinaia di migliaia di chilometri. Quelle più grandi esauriscono le loro scorte di carburante in poche centinaia di milioni di anni, quelle più piccole lo consumano invece molto più lentamente e possono arrivare a durare anche centinaia di miliardi di anni.
 
 
 

La teoria del Big Crunch

Qualunque sia l'aspettativa di vita, è certo che ogni stella nell'universo è destinata a morire proprio come succede agli esseri umani. Ecco quindi che negli anni si è fatta strada la teoria del cosiddetto"Big Crunch" ovvero un'ipotesi o modello cosmologico legato al  destino dell'Universo. Questo modello ipotizza che l'Universo stesso smetterà di espandersi ed inizierà a contrarsi fino a collassare su se stesso, in maniera esattamente simmetrica rispetto alla ipotizzata teoria del Big Bang iniziale.
In parole povere la vita dell'universo non sarebbe altro che un'esplosione che lo crea ( Big Bang) e un'implosione che lo distrugge ( Big Crunch). Questa ipotesi di Universo chiuso, parte dal presupposto che l'espansione dell'universo non sia infinita ma raggiunga un limite. Una sorta di punto di non ritorno che fa si che una volta giunto al termine dell’espansione, darà inizio a una successiva fase di contrazione (collasso gravitazionale) che porterà a uno stato di altissima densità materiale decretandone la fine.
 

L'universo oggi 

 
In questo momento l'universo sembra in gran forma, probabilmente nel suo periodo di maggior sviluppo con un'era stellifera molto sviluppata e un gran numero di stelle ancora in cantiere che nasceranno. Altre, di grande massa,  termineranno il loro ciclo vitale in immense esplosioni dette supernove. Quelle più piccole termineranno la loro esistenza in maniera più tranquilla spegnendosi e diventando oscure e fredde dopo aver attraversato una serie di fasi evolutive.
Ma arriverà un tempo in cui anche l'ultima stella si sarà spenta definitivamente? Se si, in quel momento l’universo sarà incredibilmente freddo e buio, popolato da oggetti cosmici degenerati: buchi neri, nane bianche, nane brune e stelle di neutroni. La data esatta non ci è dato di saperla ma probabilmente sarà un numero così lungo da risultare impronunciabile. 
 
Se l’umanità sopravviverà fino a quei giorni lontani osserverà un cielo diverso da quello che osserviamo nelle nostre notti prive di nuvole. I nostri pronipoti e le generazioni a venire,  osserveranno un cielo diverso ed estremamente buio rischiarato da poche stelline fioche e i buchi neri diventeranno sempre più grandi e ingoieranno tutta la materia restante formata da stelle degeneri e pianeti congelati.
 
La vita potrebbe esistere durante questa epoca buia? La risposta purtroppo non può essere che negativa! E' infatti molto probabile che quando le stelle esauriranno il loro idrogeno, la vita come la conosciamo sarà finita da tempo. Le stelle morenti non garantiranno sufficiente energia per riscaldare i pianeti che diventeranno gelidi e non saranno in grado di sostenere la vita. Durante l’era degenerata i pianeti verranno espulsi dalle loro orbite o cadranno attratti dai resti delle loro stelle ospite e i sistemi stellari subiranno profonde modifiche. 
 
In quell’era lontana resti stellari e galassie collideranno, ma a differenza dell’epoca attuale, questi scontri non porteranno alla nascita di nuove stelle. Nasceranno galassie composte da cadaveri stellari, ma a causa della mancanza di idrogeno non nasceranno nuove stelle.
 
La fine ultima dell’universo avverrà quando nelle ultime fasi dell’era degenere la materia intrappolata all’interno delle stelle morte composta da neutroni si trasformerà in protoni, elettroni e antineutrini. Sono accadimenti puramente teorici, perchè conosciamo davvero molto poco dell'universo e di sicuro molto lontani nel tempo ma ovviamente non mancano di provocare  inquietudine e smarrimento. Quale sarà dunque la fine del nostro bellissimo Universo così ricco di galassie, stelle e pianeti? Di sicuro le continue ricerche e le prossime espolorazioni spaziali programmate ci daranno delle risposte più realistiche e non mancheranno di affascinarci così come il mistero dell'Universo affascina da sempre l'umanità. 
 

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