IL PIANETA MARTE

Distanza dal sole : circa 227,8 milioni di km ( la nostra Terra 149.600 milioni di Km) 
 
Tempo che impiega la luce solare ad arrivare al pianeta:  13,45 minuti ( la nostra Terra circa 8,2 minuti) 
 
Lunghezza dell'anno 687 Giorni ( la nostra Terra 365 giorni) 
 
Tipo di pianeta : roccioso di tipo terrestre 

Il Pianeta Marte  

Marte è un freddo mondo nel deserto. È grande la metà della Terra e viene anche chiamato Pianeta rosso, questo a causa del ferro arrugginito nel terreno che gli dona la particolare colorazione.Piccolo e caldo, Marte è stato considerato geologicamente morto, ma una serie di osservazioni recenti effettuate sia dall'orbita sia dal sismografo del lander InSight della NASA, che sta studiando l'interno del pianeta, dicono il contrario. L'ipotesi di alcuni scienziati è che i sommovimenti registrati siano dovuti a rimescolamenti di magma ancora fluido
Una volta Marte doveva essere un mondo di cataclismi. Al dio della guerra romano da cui prende il nome probabilmente sarebbe piaciuto vederlo in azione: cattedrali vulcaniche di fiamme scatenavano eserciti di roccia fusa che devastavano la superficie del pianeta. Oggi i suoi vulcani sono tranquilli. La mancanza di prove di qualsiasi colata lavica ha portato gli scienziati a supporre che la sua attività vulcanica sia terminata molto tempo fa. Come la Terra, Marte è un pianeta terrestre roccioso con  stagioni, calotte polari, vulcani, canyon e metereologia. Ha un'atmosfera molto sottile fatta di anidride carbonica, azoto e argon. Sono stati rilevati segni di antiche inondazioni su Marte per cui si presume che nei tempi passati fosse presente molta acqua che ora non esiste più mentre esiste nella terra ghiacciata e nelle nuvole sottili. Su alcune colline marziane, sono state trovate prove di presenza acqua salata liquida nel terreno. Ci si interroga se Marte possa aver ospitato la vita in passato e se sia in grado di sostenere sostenere la vita ora o nel prossimo futuro. Per questo motivo le Agenzie Spaziali hanno in programma delle missioni su Marte nei prossimi anni. In un prossimo futuro il pianeta Marte potrebbe essere colonizzato da esseri umani.

Struttura e superficie

Marte è un pianeta terrestre. È piccolo e roccioso con una propria atmosfera ma la superficie del pianeta non è attiva e i suoi vulcani sono morti. Un giorno su Marte dura 24,6 ore;  è solo un po 'più lungo di un giorno sulla Terra mentre un anno su Marte sono ben 687 giorni terrestri. Quasi il doppio di un anno sulla Terra. Questo vuol dire che si può festeggiare un compleanno su Marte ogni due terrestri.  Marte ha due lune. I loro nomi sono Phobos e Deimos. Second ogli ultimi studi Phobos e Deimos, potrebbero essere i resti di un’antica luna molto più grande distrutta più di un miliardo di anni fa a seguito di una collisione con un enorme asteroide. Pubblicata sulla rivista Nature Astronomy, questa ipotesi è stata formulata dagli esperti dell'Università di Zurigo, che hanno eseguito delle simulazioni computerizzare per verificare questa possibilità. “La collisione potrebbe essere avvenuta tra uno e 2,7 miliardi di anni fa  e avrebbe innescato una potente esplosione. Le attuali lune di Marte potrebbero essere una conseguenza di questo. Phobos e Deimos, sono state scoperte nel 1877 dall’astronomo americano Asaph Hall, Phobos è largo circa 22,4 chilometri, mentre Deimos è più piccolo, e raggiunge una larghezza di circa 12 chilometri. Phobos si sta lentamente avvicinando a Marte e probabilmente si schianterà sul pianeta in meno di 40 milioni di anni, mentre Deimos si sta allontanando dal suo pianeta, e un giorno potrebbe liberarsi dall’orbita di Marte, lo stesso destino che è stato previsto per la nostra LunaMarte è  il quarto pianeta dal sole per cui la Terra e Giove sono i pianeti vicini di Marte.

Storia veloce del pianeta Marte 

Marte è noto fin dall'antichità perché può essere visto senza telescopi avanzati. E' uno dei cinque pianeti visibili ad occhio nudo e se alzi gli occhi in cielo di sera lo noterai perchè il suao aspetto è quello di una brillante stella di color rossatra. Questa sua colorazione spinse anticamente i sacerdoti-astronomi babilonesi a chiamarlo Nergal, dal nome del dio della morte e della pestilenza. I Greci, a loro volta, lo chiamarono Ares, il dio della guerra, mentre i Romani lo identificarono col nome attuale che rappresentava il dio delle battaglie e lo consideravano un protettore di Roma. Diverse missioni hanno visitato Marte. E Marte è l'unico pianeta a cui abbiamo inviato rover. Girano intorno a Marte, scattando foto e misurazioni.

Che aspetto ha Marte?

La Mars Exploration della NASA Rover Opportunity e la sonda dell'ESA Mars Express hanno scattato molte foto mostrandosi una faccia scavata e una profonda cicatrice che attraversa il pianeta segnata da una antica attività vulcanica. Le fratture corrono per chilometri: i movimenti delle faglie determinano, nella sezione centrale, dei solchi, ampi diversi chilometri e profondi poche centinaia di metri a testimonianza di una burrascosa attività geologica.

E' molto probabile che la ragnatela di fratture sia scaturita da processi di assestamento e attività vulcanica passata del pianeta. Le antiche cicatrici sono vere finestre sul sottosuolo e aiutano ad indagare i processi più recenti. E’ quello che è accaduto, ad esempio, alla sonda della Nasa Mars Reconnaissance Orbiter che ha identificato dei calanchi lungo i ripidi pendii delle Sirenum Fossae. I ricercatori stanno ancora indagando l’origine di questi solchi, che potrebbe essere dovuta all’azione dell’acqua o, secondo le teorie più recenti, potrebbe essere stata causata da anidride carbonica ghiacciata.questa foto con la sua macchina fotografica panoramica vicino a "Solander Point" su Marte.

Marte in passato ha suscitato molta cusriosità derivante anche dal fatto che si è sempre ipotizzata la possibilità ( puramente fantasiosa) che ospitasse forme di vita maziane di colore verdastro. Nella realtà dalle immagini delle sonde ci appare oggi come un deserto freddo e inospitale, con un’atmosfera sottile e irrespirabile e  temperature che rendono impossibile la sopravvivenza. Si avvertono poi fenomeni atmosferici e metereologici  più violenti di tornado e trombe d’aria a cui assitiamo sulla Terra. Pertanto come può un luogo così poco accogliente suscitare tanto interesse?

Marte possiede indubbiamente alcune somiglianze con il nostro Pianeta, e quindi possiamo dire che è quasi un “fratello”, nel Sistema Solare. Questo perchè come la Terra, Marte ha cicli stagionali, calotte polari ghiacciate, canyon e solchi superficiali che indicano l’antica presenza d’acqua. Si pensa che 4 miliardi fa, quando il Pianeta Rosso era ancora giovane, fosse bagnato da fiumi e laghi non molto diversi da quelli terrestri. Il rover della Nasa Curiosity, un robottino grande come un SUV che lavora su Marte dal 2012,ha scoperto rocce che testimoniano un passato d’acqua all’interno del cratere Gale, il suo sito di atterraggio, che un tempo doveva essere un lago marziano che si riempì e si seccò più volte, un po’ come accade sul nostro pianeta. In generale alcuni tipi di minerali e di sedimenti trovati su Marte possono essersi formati soltanto in presenza di acqua liquida.

Le teorie degli scienziati dicono che l’atmosfera estremamente tenue del Pianeta Rosso, povera di ossigeno e ricca di anidride carbonica, e con una pressione pari ad appena l’1% dell’aria che respiriamo, abbia avuto un ruolo nella scomparsa di quest’acqua, che Marte non sarebbe riuscito a “trattenere”. Oggi c’è ancora acqua su Marte, ma non in forme immediatamente disponibili.

Acqua e vita su Marte 

L’acqua marziana è oggi presente sotto forma di ghiaccio sotto alle regioni polari, dove la sonda dell’Agenzia Spaziale Europea Mars Express Orbiter ha anche individuato un grande lago di acqua liquida. Altre tracce d’acqua liquida e salata sembrano ricollegabili alle strisce di terra bagnata che un’altra sonda, il Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) della NASA, ha fotografato dall’alto sui bordi dei crateri marziani: si pensa che l’acqua affiori dal sottosuolo ed evapori non appena in superficie (se non ghiaccia ai - 40 gradi °C medi marziani è perché i sali che contiene ne abbassano il punto di congelamento).

Con tutta probabilità il passato “umido” di Marte ha consentito, almeno per qualche centinaio di milioni di anni, le condizioni base per la vita, e di questa si cercano le tracce, con gli strumenti scientifici che sono stati spediti nell’orbita e sulla superficie del Pianeta Rosso. Non immaginatevi però i marziani verdastri dei film: se si scoprissero forme di vita marziana, si tratterebbe probabilmente di microbi in grado di sopportare temperature critiche e carenza di ossigeno, rifugiati, magari, sotto la superficie: in alcuni deserti terrestri dove piove una volta ogni 10 anni i batteri riescono a sopravvivere, e qualcosa di simile potrebbe forse avvenire su Marte. L'obiettivo delle prossime spedizioni come quello di Mars 2020 della NASA è quindi scoprire se Marte abbia ospitato forme di vita in passato, e se ne possa ospitare in futuro cercando tracce di vita biologica e studiandoi  l’abitabilità di Marte. 

Il 26 novembre 2018 è atterrato su Marte InSight, che è un robot “statico”, che non si sposta sulla superficie. La sua missione è ascoltare l'interno del pianeta Marte per verificare la presenza di terremoti. Per ora ha inviato registrazioni del vento marziano. Anche l’ ESA Agenzia Spaziale Europea invierà un rover su Marte, nel 2020: la missione che prende il nome di ExoMars ha già spedito un “naso” robotico in orbita marziana, la sonda TGO (Trace Gas Orbiter) per l’analisi dei gas atmosferici. Infine esiste un simpatico roboattino su Marte il rover Opportunity, che è stato però zittito da una violenta tempesta di sabbia, un evento comune sul Pianeta Rosso.

Le missioni per ora sono affidate a dei robot perchè inviare su Marte degli astronauti prevede una serie di ostacoli non facili da risolvere come ad esempio il motore e il propellente da usare e ben sei mesi di viaggio estenuante da effettuare. Infine l'atterraggio non sarebbe affatto facile. Questo perchè l’atmosfera è leggera e qualsiasi mezzo meccanico fatica a frenare senza contare. Une lemento molto importante è anche determinato dalla possibilità di sopravvivenza sul pianeta. Gli astronauti dovrebbero imparare a replicare sul posto ossigeno e cibo, e ad estrarre acqua, perché le scorte non sono infinite. Si dovrà anche produrre carburante per tornare indietro sulla Terra e proteggersi  dalle radiazioni cui saranno sottoposti al di fuori della magnetosfera terrestre. Quest'ultimo è un aspetto importantissimo: sulla nostra Terra infatti esiste il campo magnetico ovvero una specie di “scudo” che ci protegge dalle particelle cariche di di vento solare.

Ci sono vulcani su Marte?  

Oggi Marte ci appare come un pianeta morto poichè ha perso la sua atmosfera e i venti solari si abbattono sul pianeta con violenza. Già dal 1965  dalla sonda Mariner 4 sappiamo che il pianeta rosso è poco più di un deserto ma le missioni dei rover sulla superficie ci hanno inviato importanti dettagli che potrebbero scoprire  tracce di un'antica vita sul pianeta. Uno di questi importanti indizi è il ritrovamento di un deposito di lava sull'Elysium Planitia (una regione vulcanica) che potrebbe essere stata attiva fino 50 mila anni fa. Un periodo che per l'era geologica rappresenta un battito di ciglia ma potrebbe testimoniare che Marte ospitava forme di vita mentre l'uomo Sapiens dominava sulla Terra. Quindi questo giovane deposito vulcanico su Marte, un'ampia pianura liscia appena a nord dell'equatore di Marte è caratterizzato da un'elevata inerzia termica e materiale ricco di pirosseno ad alto contenuto di calcio. Se è così potrebbe dirci che in passato c'è stata un'esplosione vulcanica anche perchè si trova sopra a colate di lava circostanti. Il dato è significativo poichè l'interazione del magma ascendente e il substrato ghiacciato di questa regione potrebbe aver fornito condizioni favorevoli per la vita microbica in un recente passato aumentando in questo modo la possibilità di esistenza vita in quella regione. 

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