COME SCOPRIAMO GLI ESOPIANETI

Come scopriamo gli Esopianeti 

Esopianeta = qualsiasi pianeta oltre il nostro sistema solare. Il telescopio spaziale cacciatore di esopianeti stava ancora orientandosi, pochi mesi dopo il lancio, quando si spalancarono le porte della conoscenza! Mentre il team scientifico della Kepler Space Telescope della NASA stava concludendo semplicemente una seduta di prova di 10 giorni, hanno notato qualcosa che rasentava l'incredibile. Si trattava della prima rilevazione del telescopio di un mondo roccioso delle dimensioni della Terra fuori dal nostro sistema solare.

Localizzatore di galassie

Il pianeta, un mondo caldo e pesante soprannominato Keplero-10b, avrebbe rappresentato ciò che la prima pepita d'ora scoperta rappresentò: una vera e propria corsa all'oro nel far west! Così questa importante scoperta aprì la caccia alla scoperta di esopianeti, portandoci da una manciata di pianeti confermati in orbita attorno ad altre stelle a migliaia di oggi. E tutto questo nel solo spazio di due decenni. Altre migliaia di esopianeti candidati trovati da Keplero attendono ancora conferma.
Gli scienziati di tutto il mondo vogliono trovare una pianeta simile alla Terra, ovvero che abbia le caratteristiche necessarie per ospitare la vita. Sicuramente troveremo molti pianeti delle dimensioni della Terra. 
Dalla prima conferma di un esopianeta in orbita attorno a una stella simile al sole nel 1995, e con solo pochi settori monitorati della nostra galassia della Via Lattea finora esaminate, abbiamo già trovato tantissimi pianeti. Una recente stima statistica colloca, in media, almeno un pianeta attorno a ogni stella della galassia. Ciò significa che c'è qualcosa nell'ordine di un trilione di pianeti nella nostra sola galassia, molti dei quali nella gamma delle dimensioni della Terra.
 
Miliardi di stelle illuminano un panorama della nostra galassia della Via Lattea, compresa l'intera sfera celeste meridionale e settentrionale. Gli astronomi ora credono che ogni singola stella nella galassia abbia almeno un pianeta. Quanti pianeti scopriamo e in quali regioni della Via Lattea dipende inevitabilmente dalla nostra posizione d’osservazione. Ecco perché quelli che conosciamo si concentrano in poche migliaia di anni luce dalla Terra. Una distanza assai limitata rispetto all’estensione per oltre 100mila anni luce della nostra galassia. Comprendere la distribuzione dei pianeti presenti nella vastità galattica, incluso il suo centro, diventa così molto complicato.
 
Alcuni ricercatori guidati dall’Università di Osaka e dalla Nasa hanno trovato il modo per superare questo limite. La soluzione è giunta combinando due elementi: le osservazioni basate sulle microlenti gravitazionali e i modelli galattici di previsione. Il team è riuscito così a determinare la distribuzione dei pianeti nella Via Lattea scoprendo che dipende meno di quanto pensato dalla distanza dal bulge, ossia il centro galattico. Lo studio è stato pubblicato su The Astrophysical Journal Letters.
 
Le osservazioni del team si sono basate sul microlesing gravitazionale, effetto osservativo previsto dalla relatività generale di Einstein. In questo fenomeno, la curvatura dello spazio-tempo prodotta dai corpi celesti funge come una lente d’ingrandimento cosmica: la luce di altre stelle lontane viene piegata, incrementandone apparentemente l’immagine e amplificandone la luminosità. Se la stella lente ospita un sistema planetario, i campi gravitazionali dei pianeti possono cooperare con quello del loro sole nel formare la curvatura cosmica: ognuno di loro produce, quindi, una breve deviazione sulla luce della stella sorgente. Lo studio di queste permette, così, di scoprire la presenza dei pianeti che cooperano alla lente cosmica, riuscendone a misurare per ciascuno massa e distanza dalla sua stella. In questo caso, il fenomeno può essere usato per rilevare pianeti simili a Giove e Nettuno in tutta la nostra galassia.

La scoperta di un pianeta simile a Giove

Il pianeta scoperto nel 1995 era un gigante gassoso caldo che abbracciava le stelle che si credeva fosse circa la metà di Giove. Orbitava così veloce sulla sua stella madre mentre correva in un'orbita di appena quattro giorni che la vibrazione della stella era ovvia per i telescopi terrestri,  una volta che gli astronomi sapevano cosa cercare. Il suo nome era 51 Pegasi b.
Ma questa è un'altra storia.
 

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