ANDARE AL BAGNO NELLO SPAZIO

Andare al bagno nello Spazio     

A causa della microgravità, il bagno della stazione spaziale è più complesso di quello che le persone usano sulla Terra. Gli astronauti devono posizionarsi sul sedile del water usando i poggiagambe. Il gabinetto funziona fondamentalmente come un aspirapolvere con ventole che aspirano aria e scarichi nel cassettone. Ogni astronauta ha un imbuto per orinatoio personale che deve essere collegato all'adattatore del tubo. I fan aspirano aria e urina attraverso l'imbuto e il tubo nel serbatoio delle acque reflue. 
Ora una domanda per voi: se nello spazio tutto 'fluttua', come si fa ad andare in bagno? A bordo della ISS c'è una toilette speciale  che si trova nel modulo russo Zvezsda. Si prevede che ne verrà costruita anche un'altra  nel modulo americano.
Perchè speciale? Beh pensate che gli astronauti devono ancorarsi con delle cinghie per non volare via.Pensate a quanto può essere buffo volare via mentre si fa la popo'! Il bagno non ha uno scarico ad acqua come da noi, ma esiste  un tubo di aspirazione che risucchia tutti i rifiuti attraverso un foro. I rifiuti solidi vengono compressi e accumulati per essere smaltiti successivamente. La pipì viene raccolta e riciclata successivamente. Interessante vero? Sapevate che la pipì poteva essere riciclata? Certo è davvero  uno strano modo di andare in bagno!

Come fare la cacca nello Spazio

Viaggiare nello spazio ha sempre previsto molti problemi non ultimo quello di smaltire la cacca fatta in orbita.
Gli americani la chiamano affettuosamente “number two”, mentre da noi da noi diciamo sempolicemente “fare la cacca” ma nello spazio non è così semplice. E' un problema talmente complesso che la Nasa, agenzia spaziale statunitense tempo fa, ha indetto un concorso mondiale per raccogliere le idee migliori per la raccolta e il riciclo della cacca a bordo della Stazione spaziale internazionale (lo Space Poop Challenge).
All'inizio delle missioni spaziali fu pensato un sistema piuttosto semplice per gestire la raccolta delle feci nello Spazio. Sapete come? Un po come si fa quando si porta a spasso un cane, raccogliendo tutto in delle buste. Non ci credete?  Ebbene la prima missione spaziale lunga da costringere gli scienziati a pensare alla cacca fu la missione della NASA Gemini 5, una missione lunga 8 giorni volta a dimostrare l'affidabilità di tutti i sistemi della capsula spaziale e l'analisi della reazione fisica e psichica degli astronauti per lo stato prolungato di assenza di gravità. Nell’agosto 1965 gli astronauti Gordon Cooper e Pete Conrad trascorsero otto giorni in orbita, e fecero la cacca quattro volte durante la missione, servendosi di una busta cilindrica lunga circa trenta centimetri, con un’apertura di quattro centimetri coperta da un adesivo removibile per farla aderire alle natiche. QUesta busta,m combinata con un additivo chimico permetteva di  uccidere i batteri e neutralizzare gli odori. Ma questo sistema di contenimento non poteva essere buttato via, così gli astronauti furono costretti a tenere nella capsula le buste usate e riportarle con sé sulla Terra. 
Fare la cacca in assenza di gravità è tutt’altro che semplice, perché non c’è alcuna forza che aiuta la separazione e la caduta delle feci. Per questo motivo il dispositivo di contenimento fecale fu dotato di una piccola estensione che aiutava gli astronauti con la separazione. Ovviamente non esisteva la privacy: la cabina di Gemini 5 era poco più grande dell’abitacolo di un’auto , per cui bisognava farla  l’uno di fronte all’altro.
Sulle missioni Apollo le cose andarono più o meno allo stesso modo: l’astronauta si spostava, nel momento del bisogno, ( gioco di parole) in un angolo, e i suoi colleghi si muovevano verso l’angolo opposto, che comunque era a pochi metri di distanza.
A questo proposito è interessante citare quello che passò alla storia come mistero dell’escremento flottante. Assistiamo a uno scambio di commenti avvenuto realmente a bordo dell’Apollo 10:
 
Modulo Lunare Astronauta Gene Cernan: “E quello da dove viene?”

Comandante Tom Stafford: “Dammi un fazzoletto, veloce. C’è un escremento che galleggia in aria”
Comandante del modulo John Young: “Non sono stato io. Non è uno dei miei”
Modulo Lunare Astronauta Gene Cernan: “Non penso sia uno dei miei”
Comandante Tom Stafford: “I miei erano un po’ più appiccicosi. Buttalo via”
Comandante del modulo John Young: “Dio onnipotente”
Tutti risero in modo fragoroso. 

L'evoluzione dal " bagno spaziale"

Dopo questa  disavventura avvenuta sull'apollo 10 ovviamente nacque per gli astronauti l'esigenza di avere un bagno " quasi" vero su cui ci si potesse sedere. Diciamo un gabinatto a gravità zero! Nel tempo furono proposti vari prototipi: un modello di gabinetto verticale, attaccato al muro; una sorta di aspirapolvere da far aderire all’ano; e persino un frullatore per polverizzare le feci. Nessuno di questi si dimostrava veramente utile e il primo modello veramente funzionante fu quello a bordo dello Space shuttle Atlantis. Si trattava di un sedile con una piccola apertura: una volta che l’utilizzatore vi si accomodava, tappandola completamente, tirava una leva aprendo la superficie inferiore del sedile. Una ventola posta nel sedile aiutava ad aspirare le feci, e probabilmente a coprire i rumori molesti. Tempo totale richiesto per l’operazione: circa 30 minuti. Cavolo, meno male che non avevano una sorella che batteva sulla porta. :) 
Sulla Iss, le cose non sono cambiate poi molto. Infatti, come potete vedere nella foto sopra, esiste un piccolo seggiolino che poggia su un contenitore grigiastro, cui è fissato un sacchetto usa e getta. Gli astronauti se ne servono per fare la cacca che poi viene sigillato e  riposto  nel contenitore, avendo cura di prepararne un altro per il prossimo ospite. A sua volta, il contenitore viene svuotato ogni dieci giorni circa; i rifiuti sono poi espulsi dalla Stazione spaziale e si disintegrano bruciando nell’atmosfera.
Abbiamo visto che andare in bagno nello spazio non è esattamente comodo come nella toilette di casa propria. In realtà, far espletare le funzioni biologiche degli astronauti tra le stelle rappresenta uno dei problemi più importanti da risolvere per le agenzie spaziali, e nell'approssimarsi delle missioni per esplorare Marte è stato indetta dalla NASA una competizione chiamata “SpacePoopChallenge”  per lo sviluppo di una tuta dedicata ai pionieri di Marte. Sapevate che i primi uomini che misero piede sulla Luna, erano equipaggiati con maxi pannoloni assorbenti? No? A volte bisogna  adattarsi per svolgere funzioni che noi consideriamo di routine. 

Il moderno bagno della ISS 

Il water della ISS è stato fabbricato in Russia e costa 19mila dollari. Come abbiamo detto la pipì viene riciclata poichè appena fatta in un apposito imbuto giallo viene collegato con un sistema  di filtraggio, che in otto giorni trasforma il rifiuto biologico in acqua potabile per gli astronauti. Ovviamente in un ambiente come quello della ISS, del resto, il riciclo è fondamentale.Bene se la pipì è " il numero uno" passiamo a quello che gli americani chiamano il “numero due”, ovvero la popò! Fare la cacca nello spazio è molto più impegnativo perché si prova a colpire un obiettivo piuttosto piccolo”. Infattio se osservate bene la tazza di latta noterete un piccolo buco piano. Quello è il posto dove si fa la popò. Oltre alle dimensioni piuttosto ridotte, che rendono scomoda l'operazione, c'è il fatto che le feci finiscono in una sorta di sacchetto, che va sigillato manualmente dopo aver indossato un guanto. Ovviamente la microgravità della ISS non sempre permette la facilità di gestione dell'operazione e capita, a volte, che gli astronauti si ritrovano a dover inseguire e acchiappare con le mani dei bisogni galleggianti. Non è esattamente una bella scena. Come dite? Vi fa senso? Beh una volta chiuse nei sacchetti, le feci vengono infilate insieme ad altra spazzatura spaziale in apposite capsule, che vengono fatte bruciare a contatto con l'atmosfera terrestre. Insomma fare una gita nello spazio vale la pena  anche se dobbiamo fare qualche piccolo sacrificio non trovate? 

 

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