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Come si formano le onde gravitazionali? La spiegazione che semplifica tutto

📅 10 Agosto 2026✍️ di Davide Fiorillo⏱️ 3 min di lettura

Le onde gravitazionali si formano quando due corpi massivi come buchi neri o stelle di neutroni si accelerano nello spazio, distorcendo il tessuto stesso dello spaziotempo. Questi increspamenti invisibili si propagano alla velocità della luce, attraversando l’intero universo. Per la prima volta nel 2015, gli scienziati le hanno rilevate direttamente, confermando una previsione di Einstein risalente a 100 anni prima.

La fisica dietro le onde gravitazionali

Immagina di gettare un sasso in uno stagno. Le onde che si formano sulla superficie si propagano verso l’esterno. Le onde gravitazionali funzionano in modo analogo, ma invece di disturbare l’acqua, perturbano lo spaziotempo stesso.

Secondo la Relatività generale|relatività generale, la gravità non è una forza invisibile che tira gli oggetti. È la curvatura dello spaziotempo causata dalla presenza di massa e energia. Un corpo massiccio deforma lo spaziotempo intorno a sé, come una palla da bowling che affonda in un lenzuolo teso.

Quando due corpi massivi orbitano l’uno attorno all’altro, accelerano continuamente. Questa accelerazione genera onde gravitazionali. Più gli oggetti sono massicci e veloci, più intense sono le onde prodotte.

Sulla Terra, le onde gravitazionali sono incredibilmente deboli. Una collisione tra due buchi neri a miliardi di anni luce di distanza provoca distorsioni dello spaziotempo misurabili in frazioni di miliardesimo di metro. Per questo motivo, servirono decenni di sviluppo tecnologico per rilevarle.

Cosa crea le onde gravitazionali

Non tutti gli eventi cosmici generano onde gravitazionali rilevabili. Il fenomeno richiede accelerazioni estreme e masse incredibili.

I principali produttori sono i sistemi binari di stelle di neutroni. Questi oggetti, densissimi residui di supernove, orbitano molto vicini l’uno all’altro e si accelerano tremendamente. Man mano che orbitano, perdono energia sotto forma di onde gravitazionali, avvicinandosi progressivamente fino a scontrarsi in un’esplosione cataclismica.

Anche i buchi neri che orbitano insieme generano onde potentissime. Una collisione tra due buchi neri produce il segnale più intenso: il rilevatore LIGO ha catturato questo evento nel settembre 2015, un momento decisivo per l’astronomia moderna.

Persino una singola stella di neutroni che ruota su se stessa può produrre onde gravitazionali, se la sua forma è asimmetrica. Tuttavia, questi segnali sono molto più deboli e più difficili da rilevare.

Come rileviamo le onde gravitazionali

I rivelatori moderni come LIGO e Virgo usano l’interferometria laser. Un fascio di luce si divide in due bracci perpendicolari lunghi alcuni chilometri. Quando un’onda gravitazionale passa, cambia leggermente la lunghezza di un braccio rispetto all’altro.

Questo cambiamento è infinitesimale. LIGO può rilevare distorsioni di 10 alla meno 21, ossia un decimilionesimo del diametro di un protone. È come misurare la differenza di altezza tra due montagne separate dal diametro della Terra quando una è più alta dell’altra di un capello umano.

Ogni rilevamento è una festa per gli astronomi. Dal segnale si estraggono informazioni cruciali: le masse dei corpi che si sono scontrati, la loro velocità, la distanza a cui è avvenuto l’evento, persino il tasso di rotazione finale dell’oggetto formato dalla collisione.

Negli ultimi anni, le rilevazioni si sono moltiplicate. Nel 2017, gli scienziati hanno catturato simultaneamente onde gravitazionali e luce visibile dalla fusione di due stelle di neutroni. Questo ha aperto un nuovo campo di osservazione multimessaggero, permettendo di studiare lo stesso evento attraverso molti tipi di radiazione.

Perché le onde gravitazionali sono importanti

Le onde gravitazionali rappresentano una finestra completamente nuova sull’universo. I telescopi tradizionali catturano solo luce, ma la maggior parte dei fenomeni cosmici non è visibile direttamente.

Grazie a queste onde invisibili, possiamo osservare collisioni di buchi neri, fusioni di stelle di neutroni e altri cataclismi che sarebbero invisibili ai nostri strumenti ottici.

Il futuro è promettente. Nuovi rivelatori ancora più sensibili sono in costruzione. La gravità ondulatoria ci permetterà di ascoltare l’universo in modi che solo vent’anni fa apparivano impossibili, trasformando il nostro modo di esplorare il cosmo.

Davide Fiorillo

Dopo aver costruito la sua prima radio per captare segnali cosmici a 18 anni, Davide ha passato gli ultimi dieci anni a registrare pulsar dal balcone attraverso antenne artigianali. La sua passione si riflette nelle guide pratiche e nei resoconti delle sue osservazioni casalinghe.